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L'ignoranza sull'informatizzazione in TV e nel SS

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L'ignoranza sull'informatizzazione in TV e nel SS

Messaggio  TerrorSwing il Mar Feb 26, 2008 9:00 pm

Sono molto interessato ai temi legati all'informatizziazione e conseguentemente ancora di più quando li posso congiungere con il servizio sociale.
Mi sono laureato con una tesi intitolata "informatizzazione e privacy nel servizio sociale" e, anche se a molti può far "storcere il naso", credo che sia un filone da approfondire partendo in primis da una buona conoscenza, ad esempio, dei nuovi strumenti informatici (conoscenza che è purtroppo molto bassa tra gli operatori).
Considerate quindi questo post come uno sfogo e come un "buon esempio" di come l'ignoranza possa far sfalsare le questioni. Voi che ne dite?

L'altra sera ho visto per noia una puntata di Porta a Porta dove si parlava dell'omicidio trendy del momento. In studio erano presenti, tra gli altri, gli "studiosi" Alessandro Meluzzi (psicologo), Francesco Bruno (psichiatra), Simonetta Matone (sostituto procuratore presso il Tribunale per i minori di Roma) e altri di cui non ricordo il nome. Persone di spicco, gente importante da cui ci si aspetta pareri competenti e di un certo peso.
Eppure appena l'argomento è caduto sul mondo di internet e dei suoi strumenti di comunicazione (blog, chat, forum, etc.) non ho potuto non notare l'ignoranza totale di questa gente che, oltre a non limitarsi nel proferire interpretazioni viziate da pregiudizi, han disinformato il pubblico descrivendo internet come uno strumento pericoloso e nello specifico i blog come ricettacoli di perversioni.
Riporto qua un post scritto da Francesco Federico su Appunti Digitali che fornisce una buona riflessione sull'evento.

«Un nuovo episodio di disinformazione e criminalizzazione dello strumento internet, in particolare del fenomeno dei blog, ha trovato spazio nel salotto di Bruno Vespa.

Argomento della serata l’omicidio di Meredith a Perugia e, dato che Amanda Knox (una delle imputate) ha un profilo su Facebook e un’intensa attività online, ecco che subito si scatena il linciaggio dello strumento blog.

Nel giro di sei minuti, tanto dura lo spezzone che voglio portare alla vostra attenzione, si riescono a dire così tante inesattezze (volendo usare un eufemismo, dato che la parola giusta sarebbe altra) che smontarle tutte richiederebbe un saggio e non un post.


In estrema sintesi il blog, secondo Vespa e i suoi “autorevoli” ospiti, è:

1. Luogo di sfogo di perversioni
2. Tenuto da ragazzi con problemi psichici
3. Luogo ideale per sviluppare sdoppiamenti della personalità
4. Spazio dove le inclinazioni più pruriginose delle ragazze trovano collocazione e sbocco
5. Luogo accessibile solo conoscendone la password
6. Eccezion fatta per MySpace, gli altri blog non sarebbero definibili come leciti
7. Il disagio giovanile è, in definitiva, colpa di internet

Agghiacciante l’ignoranza degli ospiti presenti che, dall’alto di lauree ed incarichi lavorativi prestigiosi, riescono a concentrare in pochi minuti di chiacchiere un numero sconfinato di errori, imprecisioni ed errate valutazioni che possono essere il frutto di sole due situazioni: o non si sono mai informati, e parlano per sentito dire, o si sono informati e non hanno capito niente (scenario ancor più preoccupante).

Ciò che più mi ha colpito è stato però il fatto che non solo il noto giornalista, come lui stesso si definisce, è un retrogrado, ma traspare con tutta evidenza che è contento di esserlo. Non gli importa affatto informarsi prima di informare (e ciò la dice lunga sulla sua professionalità), né tanto meno gli importa di capire i nuovi costumi e le nuove tecnologie. È il classico personaggio che non capisce niente di new media, ed è felice di non capirne nulla.

Il blog è uno strumento che porta, tra le tante cose, democrazia. Dà voce a tutti, anche al ragazzo di 18 anni appassionato di fotografia le cui foto mai verrebbero esposte in una galleria, ma trovano spazio e apprezzamento sul suo blog. Il blog è lo spazio nel quale si racconta il proprio lavoro, il proprio studio, le proprie esperienze e, in definitiva, la propria vita. Si racconta ciò che si vuole raccontare, senza obblighi né restrizioni. È forse questo che infastidisce? Piace detenere il monopolio dell’informazione e dell’espressività, me ne rendo conto.

È del tutto evidente, ma non a Vespa evidentemente, che in quanto medium anche nel blog possono essere veicolati messaggi negativi e sbagliati, ma ciò nulla toglie alla bontà del mezzo. Del resto anche la televisione può essere pessima e nobile. Il fatto che Vespa produca pessimi programmi non significa che la tv è pessima, ma che quei contenuti sono pessimi, mentre ottimi sono quelli, ad esempio, del buon Piero Angela.
Questi distinguo, però, mancano ai nostri media tradizionali, impegnati a parlar solo male di internet, ed ora anche dei blog, senza invece citare buone prassi. Mi viene in mente il bellissimo momento di condivisione ed entusiasmo di Ritalia Camp, penso al successo delle proteste dei consumatori contro la banca HSBC e penso alla qualità delle persone che stimo e conosco, che leggo quotidianamente sui loro blog.

L’Italia è un paese, come noto, molto arretrato rispetto al resto d’Europa, che corre verso il futuro con aggressività ed ambizione. Per riuscire a rialzare la testa occorre un enorme lavoro di innovazione e cambiamento, ma come è possibile cambiare se la maggior parte della classe dirigente è così grossolanamente ignorante? Gli ospiti presenti nel salotto di Vespa ricoprivano, nella maggior parte dei casi, incarichi apicali in strutture pubbliche e private di assoluto prestigio. Se questo è il nostro meglio, vien paura a chiedersi cosa sia il nostro peggio.

Se esprimere i propri pensieri, manifestare le proprie idee e raccontare le proprie emozioni è da deviati ebbene, Dott. Vespa, sono un deviato. Ma se, invece, questo nuovo medium democratico che ci mette tutti sullo stesso piano è lo strumento giusto per fare emergere le creatività ed i talenti migliori, allora sarà Lei e quelli come Lei a soccombere, perchè si aprirà una fase di nuova democrazia digitale, nella quale non saranno più i mainstram media a dirci (imporci?) cosa ci piace e cosa guardare, ma saremo noi spettatori/autori a scegliere. Lei pensa che sarebbe scelto?
»

E' sempre la solita storia che ho rimarcato molto nella tesi, ci si basa troppo sui pregiudizi senza conoscere anche nel sociale.
Come ha detto una mia cara brillante conoscenza "un coltello può servire sia a tagliare il pane che per uccidere qualcuno, ma ciò non significa che il coltello sia buono o cattivo", è l'uso che se ne fa del coltello a fare la differenza. Il problema sta nel chi usa il coltello, non nel coltello.
Se non si capisce questo non si capisce nulla e continueremo ad avere paura del "nuovo".
E' il metodo di pensiero ancora prima dell'ignoranza a fare riflettere. Per quanto mi riguarda una persona che ragiona "additando il coltello come cattivo", senza informarsi e senza conoscere non "ragiona bene" e di sicuro non ragiona come dovrebbe ragionare un lavoratore del sociale.
Mi sarei aspettato qualcosa di meglio quindi... vabbè.
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Re: L'ignoranza sull'informatizzazione in TV e nel SS

Messaggio  J J il Mer Feb 27, 2008 11:03 pm

Beh..posso dire semplicemente che hai perfettamente ragione!
Purtroppo, io penso, che molte persone parlino semplicemente x sentito dire e generalizzino tt ciò che nn è di loro conoscenza!
I primi, x nostra nostra sfortuna, sn proprio tt quelle figure che dovrebbero occuparsi dei giovani e del mondo difficile che li circonda, ma che però sembrano aver dimenticato!

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Re: L'ignoranza sull'informatizzazione in TV e nel SS

Messaggio  dafne il Mer Feb 27, 2008 11:15 pm

ma di che ti stupisci?! io ho perso la fiducia nella televisione e soprattutto nei giornalisti, guarda come strumentalizzano le notizie creando panico invece di informare. Ad esempio la storia dei polli...sono stati capaci di far crollare l'economia del pollame e poi hanno cercato di recuperare mangiando il pollo in tv, o quella dei cani, c'è stato un periodo in cui sembrava che tutti i cani fossero impazziti e agredissero bambini e anziani..quando poi in realtà ci sono sempre stati e ci saranno sempre i cani che mordono i propri padroni. Ma in realtà non mi posso arrabbiare con chi fa televisione, ma con chi la guarda senza un minimo di criticità, chi crede che se la notizia la dà un mentana, un vespa ecc..deve essere per forza vera. L'italia è indietro perchè purtroppo gli italiani sono spesso e volentieri pecore che non pensano..o forse, per essere più gentili, sono troppo ingenui.

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Re: L'ignoranza sull'informatizzazione in TV e nel SS

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